Un signore entra dal tabaccaio e chiede un francobollo. ‘Non
ne abbiamo’.
Il cartello fuori afferma: Monopoli di Stato. Boh, pensa il
signore e si avvia al più vicino ufficio postale.
Piove furiosamente, l’ombrello
nero si agita alle folate di vento gelido. Camminando accosto ai palazzi sotto
i balconi tenta di sfuggire all’acquazzone. Scende dal marciapiedi sdruccioloso,
attraversa la strada tra furgoni strombazzanti, raggiunge l’altro marciapiedi
rattoppato e scansa pozzanghere e buche. Passo dopo passo raggiunge la fila
davanti alle poste di quartiere, attende il suo turno entra. Folla silenziosa;
attende davanti alla colonnina dispensatrice di fogliettini con sigle e numeri,
attenti a non sbagliare si rischia di rimanere prigionieri per ore di questo
cupo purgatorio.
Ora ha conquistato il suo diritto
ad accedere allo sportello P, deve attendere 7 persone prima di lui. Il tempo
passa e nel locale striminzito l’aria si fa irrespirabile, sedili tutti
occupati…no uno è libero, si avvicina e legge un cartone appiccicato con nastro
adesivo nero SEDILE ROTTO. Si appoggia al muro affaticato. Dei sei sportelli
ne funziona solo uno, meno male è quello P.
I volti delle persone sono come sbiaditi e
grigi, aria tristissima. Solo Peppa Pig ridacchia rosea dalla copertina di un
suo libretto in mostra su un bancone. Blin, cambia numero sul display e l’impiegata
dai capelli lunghi biondo cenere sorride vagamente a colui o colei che si
accosta per le sue faccende. Blin, e ognuno guarda e riguarda il suo biglietto
d’accesso con lettera e numero, lo sa a memoria ma spera sempre che si sia trasformato
nell’attesa. Blin, ancora niente. “Ma pure lei è qui per un francobollo”
sussurra meravigliato un tracagnotto dal naso a pera alla bella signora in
attesa. “Si, anche io” risponde la mora in jeans ingioiellati di vetri
colorati. Blin, l’impiegata si è fermata per un caffè tiepido nel bicchieretto
di carta con cucchiaino di plastica. Una goccia scura decora l’ultima bolletta lasciata
sul bancone. Blin, meno male questo non c’è. Blin, mi scusi non avevo visto il
mio turno e la fila s’intoppa. Blin, finalmente il signore può avere il suo
francobollo, un euro e novanta. Grazie, prego, buongiorno. Quasi mezz’ora di
vita sprecata. Di nuovo sotto la pioggia, di nuovo verso casa. Ma forse… ecco
si è fermato a una rosticceria, forse si consolerà con un pezzo di pizza al
gorgonzola…forse…







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