sabato 20 luglio 2013

MOZART




Un giorno di pioggia dall’erborista

Signore – Scusi, vorrei un’informazione.
Erborista – Prego, mi dica.
S – Aspetti, prima chiudo l’ombrello gocciolante.
E – Lo metta pure in quella giara,  lì nell’angolo.
S – Grazie.
E – Dica... dica pure, come vede sto ordinando un cassetto.
S – Avete bacche rosse?
E – Di cosa? ci sono tante bacche: di ginepro, di pepe…..
S – Non so, di pepe?
E – No, non se ne vendono. Di solito ne compro un po’, di quelle rosse e poi le dividiamo tra amici.
S – Ma il pepe è rosa non rosso e poi scurisce col tempo. Il colore non si manterrebbe fino a Natale. Vorrei fare delle decorazioni per il cenone.
E – Ma no, rimangono del colore che hanno, e non è pepe, ma sono bacche di una pianta speciale.
S – Credevo fosse pepe non maturo come il pepe verde per il filetto.
E – No, e ormai la gente non compra più né timo né maggiorana e neanche l’origano. 
S – Non mi faccia ricordare il profumo dell’origano di una volta, ad esempio quello siciliano.
E – Sa qual è il migliore ? quello di roccia della costiera amalfitana a picco sul mare.
S – E i capperi di Pantelleria?
E – Favolosi, crescono lungo i muretti a secco delle stradine di campagna.
S – Altri tempi. La ringrazio e la saluto.
E – Arrivederci e non dimentichi l’ombrello. Piove forte.
S – Arrivederci.