Una serata straordinaria, sabato,
nella splendida casa di Serena. Accolti dalla gioia scodinzolante di Holly e
Piero e i sorrisi di Francesco e Serena; ci attendeva una tavola apparecchiata per
otto con gusto e raffinatezza, adornata da un centro in sughero con pigne
dorate e agrifoglio. Insieme a noi Carla e Giancarlo, che ci hanno accompagnato
con la loro macchina. Atmosfera ancora natalizia per la presenza di un grande
presepe con fontanile da cui sgorgava acqua e un forno con lucina rossa
scintillante e le montagne di sughero. Un alto albero di natale con moltissimi
piccoli ornamenti e lucine di tanti colori troneggiava accanto al presepe. Pochi
minuti ed ecco arrivare Lucia e Roberto. I vini sono stappati e Serena ci fa accomodare
strategicamente. Francesco a un capotavola, io all’altro. Nessuno ha accanto il
proprio marito o la propria moglie!!! Un brindisi con Gewurztraminer al nuovo
anno e si inizia, tra chiacchiere e ricordi, con tre tipi di formaggi e
marmellata di melagrana, tartine al paté di olive nere, cestino di pane misto.
Altri brindisi. Serena scompare e riappare con zuppiera fumante colma di riso,
farro e orzo in crema di carciofi e parmigiano, gustosissima. Brindisi (Mari è
distante). Mi guardo intorno e penso agli anni di lavoro insieme a Carla,
Lucia, Serena colleghe di scuola in un istituto pieno di gente assai speciale e
ringrazio il destino di avermi concesso queste care amicizie. Ora è il momento
degli involtini di pollo con prosciutto e prugne (senza prugne per Mari, come
gentilmente aveva appurato Serena). Brindisi! Ai quasi cinquecento anni che
circondano la tavola ma sembriamo cinquecento ragazzini per la caciara che
facciamo. Holly e Piero hanno vuotato le loro ciotole in cucina ma per ora
stanno chiusi da qualche parte; Holly, anzianotta è brava ma Piero, coi cibi in
giro…non c’è da fidarsi! Zucca al forno, buonissima, e insalatina mista e
ancora brindisi con un rosso delle cantine Sant’Andrea eccezionale. Adesso i
cani sono stati liberati e scodinzolano felici ovunque, cercando carezze e
coccole con occhi languidi. Un liquore al mirto, opera di Francesco, e un
prosecco accompagnano arancetti canditi, panettone e torrone di cioccolato alle
nocciole. Grande cesto di clementini. Brindisi e arrivano Donatella, col suo
eterno codino, e Marcello e occorre un altro brindisi. Caffè in antiche tazzine
di porcellana finemente decorate e sigaretta in giardino accanto alla fontana.
Evviva le cene senza piatti di plastica!
SIPARIETTI
Metaloghi e dialoghi a volte sceneggiati,ministorie con foto e link musicali.
lunedì 11 gennaio 2016
martedì 9 dicembre 2014
CENONE DI CAPODANNO
Cominciano le straordinarie prese per il culo
Locali aperti per l’occasione puzzolenti di vernice e colla
e truciolati
Posti reali 80
Vengono accettati fino a 200 paganti che saranno ammucchiati
e stritolati fra muri umidi e sedie scomodissime e sgabelli dell’ultimo minuto.
TIPOLOGIA DI MENU DI QUEST’ANNO
Menù Capodanno 80-100 euro a persona
SALVO IMPREVISTI PER
PARCHEGGIO E DEPOSITO CAPPOTTAME OBBLIGATORI E BEVANDE EXTRA
Piatti con miniporzioni decorati abbondantemente di varie
salse colorate
Inizio previsto ore 21
reale ore 22,30 musica assordante
con annesso e nascosto disk jockey alticcio e brufoloso
Spumante di benvenuto
(un dito di
bianco e gazzosa in calice di plastica velocemente servito con bottiglie di
sola etichetta pretigiosa )
ANTIPASTI
Panocchie al vapore, mandorle e rum ( mezzo gambero surgelato mezza mandorla una lacrima di
grappaccia colorata di caramello)
Astice alla catalana (strisciolina
di astice surgelato bollito con verdure)
Terrina di foie gras e pan brioche alle amarene (grasso di maiale
fettina di pane colorata di rosso)
PRIMI PIATTI
Tagliolino con scampi del Tirreno e tartufo bianco d’Alba (scampi asiatici surgelati e terfezie o funghi cinesi o aromi
chimici)
Gnocchetti di patate con polpettone di salsiccia artigianale
su crema di asparagi (nanognocchetto
con microfettina di salciccia dozzinale su
velo verde misterioso)
SECONDI PIATTI
Trancio di salmone selvatico norvegese, riso venere e
germogli di spinaci (selvatico? Norvegese? riso al nero di seppia e
germogli di spinaci e soia)
Sorbetto al limone (Gelato di limone)
Vitellino da latte brasato allo chardonnay con patate
novelle e porcini (manzo schiarito al vino bianco e zucchero e
funghi marrone)
Conclude serata danzante in due metri quadrati , caffè e
microfettina cotechino con tre
lenticchie fredde
giovedì 23 ottobre 2014
IL COMMESSO DILIGENTE E IL CLIENTE SOSPETTOSO
Interno di un negozio di hardware sfavillante e colorato
Il commesso diligente ( CoD ) davanti alle stampanti e agli
scanner consiglia un cliente
Il cliente sospettoso ( ClS ) attende paziente il suo turno
nello stretto corridoio
Finalmente CoD fa un cenno a ClS di poterlo ascoltare
ClS-buon giorno , si ricorda di me? Ieri cercavo uno scanner
per diapositive e negativi e lei mi ha fatto vedere questo ( Lo indica )
CoD- Sì?!? ( con aria neutrale )
ClS-oggi sono venuto a comprarlo
CoD lo prende e fa per eseguire l’ordine in silenzio
ClS-scusi ma c’è l’alimentatore e il cavetto?
CoD-ora apro la scatola e controlliamo…ecco l’alimentatore
no…si autoalimenta
ClS-e come?
CoD-col cavetto e l’USB
ClS-scusi sa dirmi quante diapo insieme può scannerizzare?
CoD legge le scritte sulla scatola ma non trova risposta
allora chiede al commesso che sta alla cassa e quello risponde che il cliente potrà controllare a
casa
ClS-scusi ma non possiamo aprire ora il coperchio e vedere?
CoD glaciale scosta il nastro adesivo e apre
ClS-ma qui non c’è dove mettere le diapo!
Il commesso cassiere solo adesso confessa che quello è un
semplice scanner non per diapo
Silenzi di ghiaccio ClS saluta ed esce incavolato di avere
perso tempo ma felice di avere scansato la bufala organizzata dal gatto e lavolpe
martedì 19 novembre 2013
DAL TABACCAIO ALLE POSTE
Un signore entra dal tabaccaio e chiede un francobollo. ‘Non
ne abbiamo’.
Il cartello fuori afferma: Monopoli di Stato. Boh, pensa il
signore e si avvia al più vicino ufficio postale.
Piove furiosamente, l’ombrello
nero si agita alle folate di vento gelido. Camminando accosto ai palazzi sotto
i balconi tenta di sfuggire all’acquazzone. Scende dal marciapiedi sdruccioloso,
attraversa la strada tra furgoni strombazzanti, raggiunge l’altro marciapiedi
rattoppato e scansa pozzanghere e buche. Passo dopo passo raggiunge la fila
davanti alle poste di quartiere, attende il suo turno entra. Folla silenziosa;
attende davanti alla colonnina dispensatrice di fogliettini con sigle e numeri,
attenti a non sbagliare si rischia di rimanere prigionieri per ore di questo
cupo purgatorio.
Ora ha conquistato il suo diritto
ad accedere allo sportello P, deve attendere 7 persone prima di lui. Il tempo
passa e nel locale striminzito l’aria si fa irrespirabile, sedili tutti
occupati…no uno è libero, si avvicina e legge un cartone appiccicato con nastro
adesivo nero SEDILE ROTTO. Si appoggia al muro affaticato. Dei sei sportelli
ne funziona solo uno, meno male è quello P.
I volti delle persone sono come sbiaditi e
grigi, aria tristissima. Solo Peppa Pig ridacchia rosea dalla copertina di un
suo libretto in mostra su un bancone. Blin, cambia numero sul display e l’impiegata
dai capelli lunghi biondo cenere sorride vagamente a colui o colei che si
accosta per le sue faccende. Blin, e ognuno guarda e riguarda il suo biglietto
d’accesso con lettera e numero, lo sa a memoria ma spera sempre che si sia trasformato
nell’attesa. Blin, ancora niente. “Ma pure lei è qui per un francobollo”
sussurra meravigliato un tracagnotto dal naso a pera alla bella signora in
attesa. “Si, anche io” risponde la mora in jeans ingioiellati di vetri
colorati. Blin, l’impiegata si è fermata per un caffè tiepido nel bicchieretto
di carta con cucchiaino di plastica. Una goccia scura decora l’ultima bolletta lasciata
sul bancone. Blin, meno male questo non c’è. Blin, mi scusi non avevo visto il
mio turno e la fila s’intoppa. Blin, finalmente il signore può avere il suo
francobollo, un euro e novanta. Grazie, prego, buongiorno. Quasi mezz’ora di
vita sprecata. Di nuovo sotto la pioggia, di nuovo verso casa. Ma forse… ecco
si è fermato a una rosticceria, forse si consolerà con un pezzo di pizza al
gorgonzola…forse…
mercoledì 13 novembre 2013
VIOLENZA
Marcella Bella - Nell'aria
Ho provato con la dolcezza, niente da fare. Ho provato con la forza, scuotendoti. Tu, niente, sempre lì : ferma, immobile,muta. Ho urlato, imprecato e bestemmiato. Nessun risultato, stavi ancora imperturbabile, legnosa come una vittima consapevole della sua innocenza. Qui non si può più vivere, sussurravo, non si respira, hai reso quest'aria mefitica, velenosa. Ho cominciato a smuoverla con mani serrate, niente. E' qui che ho scatenato la mia violenza e con un potente spintone l'ho quasi scardinata e spalancata...e l'aria fresca del mattino ha invaso la mia camera da letto e i miei polmoni...
martedì 17 settembre 2013
CARITA’ PILUSA

Ute Lemper Mackie Messer
A gambe lunghe e piedi coi
sandali marrone la donna seduta per terra su un tappetino si appoggia al muro
del palazzone. Gioca col suo bastardino rossiccio dal muso volpino; ridono le
rughe intense intorno agli occhi nel viso scurito dall’aria settembrina. I
passanti indifferenti vanno in fretta per le loro faccende e farfugliano col
telefonino incastrato nella calotta
cranica. Un ragazzo si avvicina e carezza il quasi volpino, lascia un
euro nella mano della donna, che china un poco la testa. Il ragazzo sta per
allontanarsi, quando nota una bassetta attempata che porge alla mendicante una merendina e
subito con l’altra mano un santino. La donna accetta anche il santino con una
specie di smorfia di dolore e mette una mano sul cuore. Scende buia la sera.
lunedì 16 settembre 2013
RACCOLTA DIFFERENZIATA
eri piccola fred buscaglione
Il marito paziente preparò la colazione alla moglie sofferente. Tagliò le due roselline defunte. Differenti buste furono riempite di : carta e cartoncino, plastica e metallo, contenitori in vetro sciacquati e asciugati. Prelevò e annodò il bustone nero colmo. Quella dell'umido gocciolò, lui asciugò. Rimise un nuovo bustone nero nel contenitore della non riciclabile. Portò le buste in ascensore e discese. Attraversò il cortile e uscì dal portone. Svuotò ogni cosa ciascuna nel suo, scavalcando rifiuti vari e liquami. Raggiunse la lontana campana dei vetri circondata di cocci e la saziò. Vide una vecchietta che non sapeva dove buttare il suo sacchetto di umido e glielo spiegò, lei sorridendo estrasse dalla borsetta di pelle coccodrillata una piccola pistola col calcio in madreperla e gli sparò.
Il marito paziente preparò la colazione alla moglie sofferente. Tagliò le due roselline defunte. Differenti buste furono riempite di : carta e cartoncino, plastica e metallo, contenitori in vetro sciacquati e asciugati. Prelevò e annodò il bustone nero colmo. Quella dell'umido gocciolò, lui asciugò. Rimise un nuovo bustone nero nel contenitore della non riciclabile. Portò le buste in ascensore e discese. Attraversò il cortile e uscì dal portone. Svuotò ogni cosa ciascuna nel suo, scavalcando rifiuti vari e liquami. Raggiunse la lontana campana dei vetri circondata di cocci e la saziò. Vide una vecchietta che non sapeva dove buttare il suo sacchetto di umido e glielo spiegò, lei sorridendo estrasse dalla borsetta di pelle coccodrillata una piccola pistola col calcio in madreperla e gli sparò.
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